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Germogli di salute

Mangiare germogli, oltre ad un atto salutare e naturale, è divenuto ormai di grande moda. Tutti ne parlano e quasi tutti gli chef li utilizzano per i loro piatti. A dirla tutta, qualche anno fa erano i germogli a decretare se uno era o non era uno chef, perché senza una manciata di queste aromatiche “erbette”  su ogni piatto non eri degno di indossare la giacca!

Negli anni l’utilizzo di questi superfood, è però molto mutato. Da semplici elementi decorativi , hanno preso forza ed importanza, tanto che alcuni piatti di celebri chef sono nati proprio per esaltare le caratteristiche organolettiche di determinati germogli.

La dieta vegana e crudista, infine, ha ampliato il loro utilizzo nella cucina quotidiana offrendo grandi spunti per un utilizzo abituale.

Quello che è certo, è che i germogli, in quanto tali, contengono una quantità elevata di vitamine e principi nutritivi, indispensabili per la salute umana.

i germogli di cereali ed erbe aromatiche, inoltre, grazie al loro consumo a crudo, permettono di arricchire di sapore i piatti, limitando l’uso del sale. Mentre i germogli di legumi, offrono un vero tesoro di nutrienti (anche se io preferisco utilizzarli sempre cotti per prevenire eventuali reazioni avverse possibili con alcuni tipi di legumi consumati crudi).

Ma dove si acquistano o come si fanno a casa?

Ormai si trovano in molti supermercati ben forniti, ed i tutti i negozi di alimentazione naturale, presso il banco frigo di frutta e verdura. sono confezionati in atmosfera protetta e pronti all’uso. sono ovviamente un alimento deperibile per la loro stessa natura, ma se acquistati freschi si mantengono fino a 4 – 5 giorni in frigorifero (possibilmente avvolti in un panno per non farli disidratare).

Se scegliamo di produrli da soli a casa, ricordiamoci di acquistare sementi specifiche per la germogliazione, perchè non tutti i semi sono edibili.

non serve necessariamente un germogliatore, ma sicuramente aiuta. come procedimento generale i semi vanno lasciati immersi in acqua per una intera notte, dopo di che vanno scolati e sistemati sul germogliatore (in modo che non siano ammassati) o, se ancora non avete un germogliatore a casa, basta lasciarli su uno scolapasta (non di metallo). I semi, e successivamente i principi di germogli andranno poi bagnati due volte al giorno, e lasciati alla luce ed all’aria (su un piano della cucina per fare un esempio). A seconda del tipo di germoglio “coltivato” e delle condizioni climatiche,  nel giro di 24 – 48 ore avrete già la gemma e dopo 36 ore sono già consumabili.

Per i germogli di legumi, io procedo a cuocerli brevemente a vapore o a lessarli per pochi minuti, mentre tutti gli altri li consumo a crudo, in insalate o come farcitura di piadine e pitte veggie.

Occorre sempre stare molto attenti alla presenza di muffa, in quel caso i germogli non vanno mai consumati perché altamente tossici.

questa una brevissima introduzione al mondo dei germogli.

Nei prossimi giorni approfondiremo il discorso, parlando delle singole tipologie, e degli strumenti più adatti per realizzarli in casa.

di  Barbara Giovanetti

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